venerdì, 08 febbraio 2008

Svalvolati on the road

Mi ci vorrebbe un bel viaggio. E' un'ottima idea, si, un bel viaggio in qualche bel luogo d'Italia. In moto. 

A cavallo del mio bilicindrico Lariano a V di 90° con pochi cavalli e tanto cuore. Tanti chilometri da farsi venire il culo piatto, casco rigorosamente Jet, visiera alzata, occhiale da sole, barba incolta acquistata  in un negozio specializzato in articoli da bikers (impreziosita da qualche pelo bianco autoctono), foulard al collo e guanto di pelle. A fare il coglione vestito da coglione.

Ieri mattina mi trovavo, come tutte le mattine, nel momento più basso della giornata: pigiama largo, capello spettinato, barba incolta, una mano appoggiata al muro e l'altra che cercava di direzionare la manichetta verso la giusta via. Dalla finestra, la più bella alba degli ultimi mesi mi ha convinto: oggi risveglio la bimba (tralascio i dettagli riugardanti i danni che osservare l'alba in quel momento ha causato al pavimento del bagno). Ed e' così iniziata la preparazione: doccia per svegliarsi e darsi la scossa, pantaloni comodi e spessi, foulard, giubbino  etc.

La bimba era in garage, addormentata. Ho girato la chiave, chiuso la valvola dell'aria ed il conttatto e Tac-vrooooom, è partita al primo colpo. Salto a cavallo e via, a manetta i 10 km di strada extraurbana che mi separano dall'ufficio.

C'erano -2 gradi.

Hanno dovuto staccarmi dalla sella col flessibile, ma ho goduto come un pazzo.

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categorie: ilmiomondo
mercoledì, 06 febbraio 2008

Nel pomeriggio,  uno di quei pomeriggi nei quali il sole inaspettato spunta da chissà dove (ti chiedi persino se ci fosse mai stato un sole, prima di quel momento), di quei pomeriggi dove il sole inaspettato che spunta da chissà dove emanando luce di ovatta esalta il silenzio, il silenzio ovattato esaltato dalla luce inaspettata di un sole pomeridiano che sorprende e stordisce, di quello stordimento solare e silenzioso nel quale nuoti ovattato aspettando una ciambella (e la ciambella non arriva, anzi si ma non la vorresti poi veramente), quando un sasso gettato nello stagno fa nell'acqua più anelli del solito, gli anelli continuano e continuano anche dopo ore dal lancio... eppure il sasso era rimasto a mezz'aria! Un sasso bianco e levigato, sasso di fiume. Con una scritta sulla parte più liscia.

Tu mi sconvolgi (sempre)

(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)

. (punto)

Si, forse pure tu.

 

postato da: miocapitano alle ore 22:22 | link | commenti (4)
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lunedì, 21 gennaio 2008

Sarebbe bello avere ogni tanto un francobollo di sicurezza da attaccarsi sulla fronte. Sarebbe altresì bello avere il senso dell'olfatto talmente sviluppato da poter sentire gli odori di ogni cosa che ci circonda, e odorando il vento che viene dal mare (dall'alto di quella collina che sogno) capire cosa accade intorno, per poi poter dire che è solo vento che viene dal mare.
postato da: miocapitano alle ore 00:20 | link | commenti (1)
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domenica, 20 gennaio 2008

E poi quell'urlo. Nel buio di quella sera qualunque suonò come una sirena. Una lama che squarciava il silenzio ferendolo, ed il sangue di quella ferita gli schizzò d'intorno. Ne poteva sentire il calore sulle braccia, calde lacrime di sangue che scorrevano verso i polsi, che rigavano le guancie ed ogni lembo di pelle non coperto. I vestiti del resto non dovevano certo essere più puliti, ma in quel buio non poteva vederli. Con la mano si palpò la camicia per cercare qualcosa di caldo ed umido, e fu allora che si accorse di essere nudo. Nudo si, non aveva nulla addosso. La cosa lo terrorizzò. Almeno subito, poi il terrore scemò ed ebbe paura si, ma non più di tanto. Si rese infatti conto, o qualcosa gli diceva, che doveva essere in quello stato da molto tempo. No, non giorni, o mesi. Doveva essere così da anni, nudo al buio, senza accorgersene, e solo quel lampo di coscienza, quella lama uscita chissà da dove lo aveva portato alla consapevolezza. "Consapevolezza". Penso e ripensò a quel termine. Poi un'altra lama gli squarciò il viso. Un sorriso cattivo e sarcastico che lottava contro la disperazione che sentiva crescere dentro. "Consapevolezza" ripensò. E poi, finalmente tutto finì. Un trillo lontano, la sveglia che suona, si solleva dal comodino, sale verso il cielo (la stanza non aveva soffitto) di un colore azzurro mai visto, che invoglia a seguirla. Così anche lui si alzò in volo consapevole, sul serio stavolta, che nessuno avrebbe più ferito nessuno quella sera. Trovò i suoi amici, Burma e Malaussène, Potter e Picard, Harlock, i vecchi ed i nuovi. Stava finalmente sognando.

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sabato, 19 gennaio 2008

il Centromediano o mediano di spinta

Il Mediano o Mediano di Spinta

Nel contesto degli 11, il cuore. In tutti i sensi. Ci vuole cuore per correre sempre u po' più degli altri, farsi il culo più degli altri, tenere in piedi la difesa, far ripartire l'attacco e passare quasi inosservato, perchè il palcoscenico lo occupano altri più splendenti e riposati. Si narra che un giorno Giovanni Agnelli, entrando negli spogliatoi della Juventus e vedendo Platini che, appena finito un allenamento si accendeva una sigaretta lo apostrofò: "Michel che fai?! FUMI!!!" e Le Roi rispose: "Beh, l'importante è che non fumi Bonini..." Ci vuole cuore per lasciare agli altri il merito ed i polmoni intatti, mentre lui sputa bestemmie riceve calci ed altrettanti ne da. Duro con gli avversari e leale con gli amici, sa costruire i muri ma anche scardinarli. Non è un fuoriclasse ma è quasi indispensabile. Stà al suo posto che è nel mezzo, dove infuria la battaglia di centrocampo, a rubare spazi e palloni ed a rilanciare il gioco sempre con rabbia malcelata. I suoi piedi non splendono come altri (ma probabilmente è solo a causa del ruolo che il mister gli ha imposto), ma l'intellgenza tattica è indiscutibile. Il mediano sa sempre cosa pensano gli altri prima degli altri. Sogna il numero 10, e probabilmenta ha anche il talento adeguato. Ma stà li, dove gli hanno detto di stare, a fare il suo mestiere che è quello di far pulsare il suo grande cuore. Vola all'attacco qualche volta, e si fa apprezzare, ma la paura di scoprirsi, di lasciare gli altri in difficoltà lo riporta indietro. Cosa sarebbe la vita del calcio senza il mediano.

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categorie: ilmiomondo
venerdì, 11 gennaio 2008

Ci sono sordi inconsapevoli? Ollio mi invita ad osservare il documento Access da lui compilato ( Lui dice "il programma che ho fatto", si tratta solo di un file ed è comunque stato fatto da un altro). Gli dico ok, magari dopo, adesso sono di corsa. Purtroppo Ollio deve aver letto Joyce. Il flusso di coscienza che gli parte è incontenibile, ogni mio tentativo di fuggire viene placcato, stoppato, arrestato. Attacca prudentemente: "solo un minuto, ti faccio vedere l'impostazione poi ne riparleremo con più calma". Fingo di abboccare e poi scarto a sinistra : "si bello, ma ho lasciato un lavoro a metà". Da vero mastino ignora la finta, ed entra in takle "vedi, se clicco qui ho tutta la documentazione relativa a xxx"! Prendo tempo per riorganizzare la difesa, ma non riesco a uscire dall'angolo "Ah bello, dai dopo lo guardiamo". Scipione intuisce la debolezza delle mie ali, accerchia il centro dello  schieramento "vedi, la scolarità, i corsi, qui ho tutto, se un ispettore viene a vedere, gli basta cliccare, è veramente fatto bene, stò facendo un gran lavoro, è inutile continuare con tutta quella carta" Il tempo scorre, Joyce si racconta. Poi, in uno scatto di orgoglio, mi ricordo dei gradi che porto, gonfio il petto mi ergo dritto e sfodero l'artiglieria: "guarda, non me ne frega un cazzo." poi esco dal suo ufficio. Ha un attimo di incertezza, poi ride, e mentre io comincio a smanettare sulla mia tastiera per finire il mio cazzo di lavoro lui, dalla sua scrivania nell'altro ufficio, a voce alta continua a spiegarmi come funziona il suo minchia di "programma".

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giovedì, 10 gennaio 2008

Pennac

I have a dream.

Una collina in una terra di che fa l'amore col sole, 400 mt slm. Coperta di vite, nerello mascalese. Esposta al mare, da dove arrivano venti freschi da nord. Intorno alla vite gli olivi, intorno agli olivi il silenzio.

I have a dream

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martedì, 03 luglio 2007

NEANCHE OGGI FUNZIONA IL CONDIZIONATORE.

PORCOZZIO.

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venerdì, 29 giugno 2007

Potrebbe questo essere considerato un ritorno? Mah. che so, magari sto via ancora qualche mese: è un periodo un po' impegnato. Intanto adesso stò qui e sta bene così.

Un salutone a tutti gli amici che non sento da tempo.

postato da: miocapitano alle ore 16:38 | link | commenti (1)
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domenica, 10 dicembre 2006

Il tappo fa un bel botto.

Osservo le bollicine salire dal fondo della champagnotta verso il collo. La bottiglia è pesante e di un bel vetro scuro.

Verso il vino nel calice, lo metto controluce.

E' di un bel colore, giallo paglierino scarico con riflessi verdognoli. Limpido, senza impurezze, con un unghia più chiara. Il perlage è fine e persistente, non troppo abbondante. L'etichetta dice Pinot Nero, ma la presenza dello chardonnay è resa inconfondibile dal sentore di frutta esotica, ananas sopratutto. Ma il floreale spicca. Biancospino direi.

Lo porto alla bocca

E' un brut piacevolmente fresco. La sensazione retrolfattiva di crosta di pane stabilisce senza ombra di dubbio che si tratta di un metodo classico.

Muovo la lingua e apprezzo la morbidezza. L'aggiunta del liquore è stata fatta con equilibrio.

Mando giù. Ma il sapore non se ne va. La persistenza è eccezionale.

Cantina sociale di Mombaruzzo (www.mombaruzzo.com), metodo classico. Provare per credere.

Alla faccia dei fantasmi.

 

 

postato da: miocapitano alle ore 21:06 | link | commenti (6)
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