Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura dai preti di ogni credo da ogni loro impostura Da inferni inferni e paradisi da una vita futura da utopie per lenire questa morte sicura Da crociati e crociate da ogni sacra scrittura da fedeli invasati di ogni tipo e natura libera, libera, libera, libera nos domine libera, libera, libera, libera nos domine (F. Guccini, Libera Nos Domine)
Per diventare assaggiatori di vino è necessario un lungo percorso di esperienze individuali guidate da insegnamenti tecnici approfonditi. Il maestro vi darà la guida, vi mostrerà la strada, poi tocca a voi seguirla esplorando il mondo col vostro naso, fissandovi in testa corrispondenze da profumi ad immagini, infine a nomi. Solo dopo un lungo e solitario percorso potrete arrivare alla saggezza del dott. B., noto enologo della provincia in cui vivo ed affermare, davanti agli allievi affamati di sapere l'assioma per cui:
"C'è un modo infallibile per capire se una bottiglia è buona: se finisce, vuol dire che è buona. Cioè voglio dire che voi lo sapete se è buona, magari non lo sapete, però lo sapete lo stesso."
Ah, chissà quando anch'io sarò così bravo....
Ho un rigurgito, un sussulto. Una rivoluzione al contrario, un ritorno, un movimento tellurico, la placca estremista che si allontana da quella moderata. La mancina che si stringe ed incontrollabilmente si alza, e uso winmx e scarico "fischia il vento" "contessa" "I treni per reggio calabria". I riscopro gli Stormy Six", gli "Area" e Demetrio Stratos (Guccini no, quello non l'ho mai abbandonato, e la Locomotiva non ha mai smesso di correre). Non mi spiego il motivo. Eppure stavo scivolando lentamente verso atteggiamenti più moderati, il rosso tendeva al rosa e lo consideravo positivo, evoluzione della specie, crescita culturale. Perchè regredisco? Perchè ritorno a cantare "Hasta Siempre Comandante"? E gli Intilimani? Fino a due mesi fa non ricordavo le parole, ora scorrono chiare e de piè marciar que vamos a triunfar e avanzan ya banderas de unidad e y tu vendras marchando junto a mi...!! Sarà lo schifo, la melma, l'odore del caos. La menzogna chiara gettata in faccia al mondo senza ritegno. Sarà che da qualche tempo riesco a prevedere le frasi di Bondi e di Schifani e so un giorno prima cosa dirà Cicchitto. Sarà che riesco a trovare manipolazioni in ogni Telegiornale, anche quando parlano di cose banali. Non so. O sono malato, o sono ritornato Rosso. Oppure sono Malato e Rosso. Intanto potete chiamarmi Compagno. Come sempre non allineato, ma Comunque Compagno Convinto Porcocane.
La barbera.
Questo vino troppo spesso sottovalutato in quanto considerato prodotto dozzinale, da osteria per intenderci, riesce invece, in molte delle sue interpretazioni, a stupire per la sua statura. I prodotti più recenti, sono quasi sempre vini freschi, giustamente acidi al palato, e sicuramente rotondi. L'elevazione in botte di rovere (senza scivolare negli eccessi della barrique), conferisce al prodotto struttura e corpo, innalzandolo a livelli di vini ben più celebrati, tanto da rendere alcune etichette ottime come vino da meditazione. Ideale per accompagnare ogni pietanza specie nelle versioni "Vivace" e di medio corpo, mentre le Barbera più corpose, ( si arriva a 13,5-14,5°) preferiscono le carni arrosto e i formaggi saporiti di media ed alta stagionatura. Ovviamente, maestri nella vinificazione delle uve Barbera, i viticoltori Piemontesi. Da segnalare però la crescita dei prodottì dei Colli Piacentini e sopratutto quella dei troppo bistrattati Colli Bolognesi. Una chicca rarissima: Il Barbera chinato, realizzato ormai da pochissimi produttori ed eccezionale sia come aperitivo che a fine pasto, come digestivo.
( Sembro davvero uno che sa, non trovate??)