Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura dai preti di ogni credo da ogni loro impostura Da inferni inferni e paradisi da una vita futura da utopie per lenire questa morte sicura Da crociati e crociate da ogni sacra scrittura da fedeli invasati di ogni tipo e natura libera, libera, libera, libera nos domine libera, libera, libera, libera nos domine (F. Guccini, Libera Nos Domine)
E poi quell'urlo. Nel buio di quella sera qualunque suonò come una sirena. Una lama che squarciava il silenzio ferendolo, ed il sangue di quella ferita gli schizzò d'intorno. Ne poteva sentire il calore sulle braccia, calde lacrime di sangue che scorrevano verso i polsi, che rigavano le guancie ed ogni lembo di pelle non coperto. I vestiti del resto non dovevano certo essere più puliti, ma in quel buio non poteva vederli. Con la mano si palpò la camicia per cercare qualcosa di caldo ed umido, e fu allora che si accorse di essere nudo. Nudo si, non aveva nulla addosso. La cosa lo terrorizzò. Almeno subito, poi il terrore scemò ed ebbe paura si, ma non più di tanto. Si rese infatti conto, o qualcosa gli diceva, che doveva essere in quello stato da molto tempo. No, non giorni, o mesi. Doveva essere così da anni, nudo al buio, senza accorgersene, e solo quel lampo di coscienza, quella lama uscita chissà da dove lo aveva portato alla consapevolezza. "Consapevolezza". Penso e ripensò a quel termine. Poi un'altra lama gli squarciò il viso. Un sorriso cattivo e sarcastico che lottava contro la disperazione che sentiva crescere dentro. "Consapevolezza" ripensò. E poi, finalmente tutto finì. Un trillo lontano, la sveglia che suona, si solleva dal comodino, sale verso il cielo (la stanza non aveva soffitto) di un colore azzurro mai visto, che invoglia a seguirla. Così anche lui si alzò in volo consapevole, sul serio stavolta, che nessuno avrebbe più ferito nessuno quella sera. Trovò i suoi amici, Burma e Malaussène, Potter e Picard, Harlock, i vecchi ed i nuovi. Stava finalmente sognando.
Il Mediano o Mediano di Spinta
Nel contesto degli 11, il cuore. In tutti i sensi. Ci vuole cuore per correre sempre u po' più degli altri, farsi il culo più degli altri, tenere in piedi la difesa, far ripartire l'attacco e passare quasi inosservato, perchè il palcoscenico lo occupano altri più splendenti e riposati. Si narra che un giorno Giovanni Agnelli, entrando negli spogliatoi della Juventus e vedendo Platini che, appena finito un allenamento si accendeva una sigaretta lo apostrofò: "Michel che fai?! FUMI!!!" e Le Roi rispose: "Beh, l'importante è che non fumi Bonini..." Ci vuole cuore per lasciare agli altri il merito ed i polmoni intatti, mentre lui sputa bestemmie riceve calci ed altrettanti ne da. Duro con gli avversari e leale con gli amici, sa costruire i muri ma anche scardinarli. Non è un fuoriclasse ma è quasi indispensabile. Stà al suo posto che è nel mezzo, dove infuria la battaglia di centrocampo, a rubare spazi e palloni ed a rilanciare il gioco sempre con rabbia malcelata. I suoi piedi non splendono come altri (ma probabilmente è solo a causa del ruolo che il mister gli ha imposto), ma l'intellgenza tattica è indiscutibile. Il mediano sa sempre cosa pensano gli altri prima degli altri. Sogna il numero 10, e probabilmenta ha anche il talento adeguato. Ma stà li, dove gli hanno detto di stare, a fare il suo mestiere che è quello di far pulsare il suo grande cuore. Vola all'attacco qualche volta, e si fa apprezzare, ma la paura di scoprirsi, di lasciare gli altri in difficoltà lo riporta indietro. Cosa sarebbe la vita del calcio senza il mediano.
Ci sono sordi inconsapevoli? Ollio mi invita ad osservare il documento Access da lui compilato ( Lui dice "il programma che ho fatto", si tratta solo di un file ed è comunque stato fatto da un altro). Gli dico ok, magari dopo, adesso sono di corsa. Purtroppo Ollio deve aver letto Joyce. Il flusso di coscienza che gli parte è incontenibile, ogni mio tentativo di fuggire viene placcato, stoppato, arrestato. Attacca prudentemente: "solo un minuto, ti faccio vedere l'impostazione poi ne riparleremo con più calma". Fingo di abboccare e poi scarto a sinistra : "si bello, ma ho lasciato un lavoro a metà". Da vero mastino ignora la finta, ed entra in takle "vedi, se clicco qui ho tutta la documentazione relativa a xxx"! Prendo tempo per riorganizzare la difesa, ma non riesco a uscire dall'angolo "Ah bello, dai dopo lo guardiamo". Scipione intuisce la debolezza delle mie ali, accerchia il centro dello schieramento "vedi, la scolarità, i corsi, qui ho tutto, se un ispettore viene a vedere, gli basta cliccare, è veramente fatto bene, stò facendo un gran lavoro, è inutile continuare con tutta quella carta" Il tempo scorre, Joyce si racconta. Poi, in uno scatto di orgoglio, mi ricordo dei gradi che porto, gonfio il petto mi ergo dritto e sfodero l'artiglieria: "guarda, non me ne frega un cazzo." poi esco dal suo ufficio. Ha un attimo di incertezza, poi ride, e mentre io comincio a smanettare sulla mia tastiera per finire il mio cazzo di lavoro lui, dalla sua scrivania nell'altro ufficio, a voce alta continua a spiegarmi come funziona il suo minchia di "programma".
I have a dream.
Una collina in una terra di che fa l'amore col sole, 400 mt slm. Coperta di vite, nerello mascalese. Esposta al mare, da dove arrivano venti freschi da nord. Intorno alla vite gli olivi, intorno agli olivi il silenzio.
I have a dream