Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura dai preti di ogni credo da ogni loro impostura Da inferni inferni e paradisi da una vita futura da utopie per lenire questa morte sicura Da crociati e crociate da ogni sacra scrittura da fedeli invasati di ogni tipo e natura libera, libera, libera, libera nos domine libera, libera, libera, libera nos domine (F. Guccini, Libera Nos Domine)
Mi ci vorrebbe un bel viaggio. E' un'ottima idea, si, un bel viaggio in qualche bel luogo d'Italia. In moto.
A cavallo del mio bilicindrico Lariano a V di 90° con pochi cavalli e tanto cuore. Tanti chilometri da farsi venire il culo piatto, casco rigorosamente Jet, visiera alzata, occhiale da sole, barba incolta acquistata in un negozio specializzato in articoli da bikers (impreziosita da qualche pelo bianco autoctono), foulard al collo e guanto di pelle. A fare il coglione vestito da coglione.
Ieri mattina mi trovavo, come tutte le mattine, nel momento più basso della giornata: pigiama largo, capello spettinato, barba incolta, una mano appoggiata al muro e l'altra che cercava di direzionare la manichetta verso la giusta via. Dalla finestra, la più bella alba degli ultimi mesi mi ha convinto: oggi risveglio la bimba (tralascio i dettagli riugardanti i danni che osservare l'alba in quel momento ha causato al pavimento del bagno). Ed e' così iniziata la preparazione: doccia per svegliarsi e darsi la scossa, pantaloni comodi e spessi, foulard, giubbino etc.
La bimba era in garage, addormentata. Ho girato la chiave, chiuso la valvola dell'aria ed il conttatto e Tac-vrooooom, è partita al primo colpo. Salto a cavallo e via, a manetta i 10 km di strada extraurbana che mi separano dall'ufficio.
C'erano -2 gradi.
Hanno dovuto staccarmi dalla sella col flessibile, ma ho goduto come un pazzo.
Nel pomeriggio, uno di quei pomeriggi nei quali il sole inaspettato spunta da chissà dove (ti chiedi persino se ci fosse mai stato un sole, prima di quel momento), di quei pomeriggi dove il sole inaspettato che spunta da chissà dove emanando luce di ovatta esalta il silenzio, il silenzio ovattato esaltato dalla luce inaspettata di un sole pomeridiano che sorprende e stordisce, di quello stordimento solare e silenzioso nel quale nuoti ovattato aspettando una ciambella (e la ciambella non arriva, anzi si ma non la vorresti poi veramente), quando un sasso gettato nello stagno fa nell'acqua più anelli del solito, gli anelli continuano e continuano anche dopo ore dal lancio... eppure il sasso era rimasto a mezz'aria! Un sasso bianco e levigato, sasso di fiume. Con una scritta sulla parte più liscia.
Tu mi sconvolgi (sempre)
(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)(sempre)
. (punto)
Si, forse pure tu.