Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura dai preti di ogni credo da ogni loro impostura Da inferni inferni e paradisi da una vita futura da utopie per lenire questa morte sicura Da crociati e crociate da ogni sacra scrittura da fedeli invasati di ogni tipo e natura libera, libera, libera, libera nos domine libera, libera, libera, libera nos domine (F. Guccini, Libera Nos Domine)
La barbera.
Questo vino troppo spesso sottovalutato in quanto considerato prodotto dozzinale, da osteria per intenderci, riesce invece, in molte delle sue interpretazioni, a stupire per la sua statura. I prodotti più recenti, sono quasi sempre vini freschi, giustamente acidi al palato, e sicuramente rotondi. L'elevazione in botte di rovere (senza scivolare negli eccessi della barrique), conferisce al prodotto struttura e corpo, innalzandolo a livelli di vini ben più celebrati, tanto da rendere alcune etichette ottime come vino da meditazione. Ideale per accompagnare ogni pietanza specie nelle versioni "Vivace" e di medio corpo, mentre le Barbera più corpose, ( si arriva a 13,5-14,5°) preferiscono le carni arrosto e i formaggi saporiti di media ed alta stagionatura. Ovviamente, maestri nella vinificazione delle uve Barbera, i viticoltori Piemontesi. Da segnalare però la crescita dei prodottì dei Colli Piacentini e sopratutto quella dei troppo bistrattati Colli Bolognesi. Una chicca rarissima: Il Barbera chinato, realizzato ormai da pochissimi produttori ed eccezionale sia come aperitivo che a fine pasto, come digestivo.
( Sembro davvero uno che sa, non trovate??)